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Barretta di sesamo croccanti

“Gli uomini”, disse il piccolo principe, “si imbucano nei rapidi, ma non sanno piu’ che cosa cercano. Allora si agitano, e girano intorno a se stessi…”
E soggiunse:
“Non vale la pena…”
Il pozzo che avevamo raggiunto non assomigliava ai pozzi sahariani”.
I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomiglia a un pozzo di villaggio. Ma non c’era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare.
“E’ strano”, dissi al piccolo principe, “e’ tutto pronto: la carrucola, il secchio e la corda…”
Rise, tocco’ la corda, fece funzionare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo.
“Senti”, disse il piccolo principe, “noi svegliamo questo pozzo e lui canta…”
Non volevo che facesse uno sforzo.
“Lasciami fare”, gli dissi, “e’ troppo pesante per te”.
Lentamente issai il secchio fino all’orlo del pozzo. Lo misi bene in equilibrio. Nelle mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell’acqua che tremava ancora, vedevo tremare il sole.
“Ho sete di questa acqua”, disse il piccolo principe, “dammi da bere…”
E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest’acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. Quando ero piccolo, le luci dell’albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo.
“Da te, gli uomini”, disse il piccolo principe, “coltivano cinquemila rose nello stesso giardino…” e non trovano quello che cercano…”
“Non lo trovano”, risposi.
“E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua…”
“Certo”, risposi.
E il piccolo principe soggiunse:
“Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore”. ❤

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Alla scoperta delle tradizioni…. i fagioli di Acquaviva

Nell’anno in cui con l’Expo a Milano tutto il mondo si sta interrogando, tra polemiche ed elogi, sul ruolo che riveste il cibo non solo per l’uomo, ma in generale per l’intera società, lontano da questa metropoli si incontrano piccole realtà che fondano la loro economia sul cibo semplice, ma allo stesso tempo genuino.

A volte siamo tanto alla ricerca della cosiddetta “eccellenza”, che nemmeno ci rendiamo conto di averla sotto i nostri occhi. 16 settembre ore 04.30 a.m. suona la sveglia, tutto tace, le tenebre avvolgono Padova… una nuova avventura sta per cominciare! Ore 09.00 arrivo nella capitale, da questo momento comincia il mio primo “educational tour” insieme ad 11 meravigliosi giornalisti, alla scoperta delle tradizioni eno-gastronomiche locali e del legame indissolubile tra cibo e territorio. Tre giorni e tre regioni, incontri con i produttori della zona e passeggiate in mezzo alla natura.

Oggi però vi voglio parlare del meraviglioso lavoro di un gruppo di ragazzi volto alla riscoperta, valorizzazione e promozione dei tipici legumi di Acquaviva. Un’attività di risanamento di una porzione di territorio di “Madonna dell’Assunta”, abbandonato da decenni e zona storica degli antichi orti acquavivesi.

Potrei dilungarmi per ore a raccontarvi dell’amore che si percepiva nel’aria, ma, forse è meglio passare a questa ricetta, semplice, ma gustosa…

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Ingredienti per le torrette di fagioli:

– 100 gr di fagioli secchi di Acquaviva

– 200 gr di riso integrale

– olio evo q.b.

– una presa di sale marino

– 5 noci

– prezzemolo fresco

– 5 cimette di cavolo verde

– brodo vegetale q.b.

 

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Panzanella o caponata? … Ai posteri l’ardua sentenza!

Stasera voglio condividere con voi un “ever green” post spiaggia della famiglia Di Massa!

La panzanella o, come la chiama mia madre, la caponata (che poi a Napoli la caponata è tutt’altra cosa, ma fa niente! Non ho ancora capito se ad Ischia tutti la chiamano così, oppure solo lei è la sua famiglia!)!

È un piatto povero, nato proprio per riciclare il pane avanzato e, d’estate, soprattutto con la voragine che si crea di ritorno dal mare, è il top!

Potrei dilungarmi ore a raccontare i ricordi della mia infanzia, perdendomi tra il profumo di salsedine, pomodori, origano, basilico….del pane fresco, ancora caldo…ma meglio passare alla ricetta, altrimenti rischierei di scrivere un romanzo! Chi abita al mare e, soprattutto, al sud sa cosa voglio dire… chi, poi, è originario di Ischia come me non potrà che immedesimarsi e perdersi negli stessi ricordi…

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Ingredienti:

– pomodori maturi

– basilico in abbondanza

– pane raffermo (per la versione gluten free, utilizzate quello che ne è privo)

– aceto di vino (facoltativo)

– cipolla rossa (io uso quella di Tropea, l’unica che mi piace!)

– sale q.b.

– pepe nero q.b.

– olio evo q.b.

– origano q.b.

– capperi sotto sale q.b.

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