Mungitura di mandorle

Alcune miei post nascono da un raggio di sole che filtra tra le tende bianche di lino, altri da una raffica di proiettili di pioggia che battono incessantemente sui vetri della finestra, altri dal profumo dei fiori che timidamente sbocciano sul terrazzo… questo, no! Nasce proprio dalle vostre richieste, dall’esigenza di abbattare un po’ i costi e di sfatare il mito che i vegani sono tutti ricchi, perchè proprio non è così, o per lo meno io non lo sono! Sinceramente è da tanto tempo che volevo parlare di questo argomento… anche perchè fin troppe volte mi sono sentita dire che non si intraprende questo stile di vita per motivi puramente economici o tempistici… Lo so, è una scusa, però magari, a forza di raccontarla c’è davvero chi ci crede! L’autoproduzione ci permette di risparmiare, di scegliere ingredienti sani e genuini (senza dover interpretare le confezioni a mo’ di geroglifici) e di sperimentare con colori e sapori. Buona parte delle ricette che vi propongo sono semplici e veloci da preparare, senza l’utilizzo di ingredienti da cercare su Google! Si tratta di piatti rapidi da preparare, a parte l’essicazione di alcuni alimenti, anche perchè il tempo a disposizione sembra essere sempre meno. Anni fa, “parlucchiando” con una amica ad un certo punto mi disse “è sempre nei momenti di crisi che la creatività trova espressione” così ho iniziato a cucinare, a pasticciare e ad inventare “successi e fallimenti”.  Quindi, se ci sono riuscita io, può chiunque! Oggi vi porto sulla mia isoletta, nel giardino di casa, sotto l’albero di mandorle… bicipiti, tricipiti, pettorali ed addominali pronti per mungere! Pochi minuti di duro lavoro ed il latte è pronto per essere bevuto. Il mio di costo di produzione è stato quasi pari a zero… comprando le mandorle ed autoproducendo abbatterete i costi di circa la metà (tempo di preparazione 5 minuti più l’ammollo)

Cin Cin

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Ingredienti:

– 1 litro di acqua

– 250 gr di mandorle crude

– 1 pizzico di sale (facoltativo)

 

Procedimento:

mettete le mandorle in ammollo per tutta la notte, scolatele e frullatele con l’acqua per almeno un minuto. Filtrate con un panno in lino (o con l’apposito sacchetto), premendo bene in modo da far uscire tutto il liquido. Conservate in frigo e consumatelo preferibilmente entro 3 giorni. Se preferite dolcificarlo potete aggiungere datteri frullati, succo d’agave, stevia…

Ps: potete utilizzare anche una minore quantità di mandorle (vi consiglio un minimo di 100 gr), regolatevi in base ai vostri gusti.

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29 pensieri su “Mungitura di mandorle

  1. Cinzia

    Ciao! hai usato mandorle con la buccia o pelate?
    Per quanto riguarda i costi, purtroppo le mandorle sono comunque carissime! o c’è il modo di avere un buon prodotto senza svenarsi?
    Io trovo comunque che i prodotti vegani siano effettivamente cari, ma, come dici tu, con l’auto produzione si abbattono parecchio i costi e comunque a volte mi lascio tentare anche da cose un po’ più care perché trovo che si risparmi moltissimo non comprando più affettati, carne e formaggio (e non ditemi che questi li regalano!!).
    Grazie di questo articolo!

    Rispondi
    1. robertaoo Autore articolo

      Ciao Cinzia!
      Ho usato mandorle crude, quelle pelate di solito vengono prima bollite! È vero che in generale la frutta secca non è economica, ma pensa che qui 250 g di mandorle le paghi circa 2.50, invece 1 l di latte al naturale costa quasi il doppio ed è anche difficile da trovare…di solito lo riempiono di zucchero raffinato ed altro ancora!
      Anche io mi concedo degli sfizi, è normale! Ogni tanto compro qualche super food, adoro gli anacardi, il cacao crudo, le fave di cacao….sono tutti ingredienti che costicchiano, ma sono anche l’eccezione!
      Quello che io tengo a sottolineare è che se uno volesse mangiar vengano, senza particolari pretese, non c’è bisogno di avere il cosiddetto “portafoglio a fisarmonica” 😂, bastano ingredienti semplici e genuini!
      Magari approfittare di un GAS del posto o comprare grossi quantitativi che proporzionalmente fanno risparmiare ed autoprodurre, naturalmente, il più possibile!

      Rispondi
      1. Cinzia

        Sono sempre alla ricerca di grossi quantitativi, anche se bisogna far attenzione, poi a non far andare a male la roba. Per quanto riguarda i GAS, non sono brava ad organizzare la spesa con altri e quelli con cui mi sarebbe facile …beh, pensano che sono matta a mangiar anacardi e robe simili 😉 Ancora una informazione: il cacao crudo cos’è?

      2. robertaoo Autore articolo

        Purtroppo il mio problema è che devo nascondere tutti i semi (frutta secca), altrimenti non durano!!!!
        Il cacao crudo lo trovi solo al bio!

        “Per preparare il cacao alla lavorazione industriale, si procede in questo modo: i chicchi di cacao vengono privati della scorza esterna del frutto, e della polpa che li riveste. Poi i semi vengono essiccati per renderli conservabili.

        I tempi di essiccatura incidono molto sul risultato finale: una volta tolta la scorza esterna, finché i semi sono a contatto con la polpa avviene una fermentazione che scinde le proteine del cacao in aminoacidi, rendendo così i semi più digeribili, e dando origine al caratteristico aroma e gusto di cioccolato.

        Non è obbligatorio fermentare e/o essiccare i chicchi di cacao per renderli commestibili. Anzi, queste due azioni modificano profondamente la composizione e l’efficacia dei nutrienti contenuti nel cacao.

        Infatti le antiche popolazioni del Centro e Sud America utilizzavano il cacao come alimento, senza alcuna lavorazione. Semplicemente i chicchi venivano mangiati appena tolti dal frutto, o brevemente essiccati con la polpa ancora attaccata. Non solo, esse definivano il cacao “il cibo degli dei”, e lo annoveravano tra le medicine a loro disposizione come lassativo e come ricostituente.

        La scienza ha dimostrato che il cacao crudo contiene 20 volte più antiossidanti del vino rosso, e 30 volte più del the verde.

        Secondo David Wolfe, uno dei maggiori esperti di crudismo e raw food in tutto il mondo, il cacao crudo ha il 367% di antiossidanti in più rispetto al migliore cacao tostato”.

      3. Cinzia

        Già prendevo quello equo solidale della Coop e mi sentivo pure buona… va beh, prossima “scappatella” provo il cacao crudo, mi hai troppo incuriosita! (di pare già di vedere la faccia di mia suocera che scuote la testa e borbotta “un’altra delle sue novità! mah…” Grazie, ciao!

      1. robertaoo Autore articolo

        Il formaggio non l’ho mai provato a fare con l’okara, di solito la uso per polpette, truffles, basi per torte crudiste, biscotti o dolci in generale…secondo me perde di sapore il formaggio….

      2. Cinzia Ferro

        Biscotti? vuoi dire che lo mischi alla farina ed allo zucchero e riesci ad ottenere dei biscotti con l’okara di mandorle? mi sembra un sogno…

      3. robertaoo Autore articolo

        Certo! Sia cotti che crudisti! Basta mescolare gli ingredienti e per i cotte regolarti con i liquidi in modo tale da amalgamare l’impasto!

  2. maramassaro

    io quando preparo il latte di mandorle, ciò che esce di residuo lo condisco con erbe profumate come la citronella la maggiorana e un po d’aglio e olio e ottengo il mio formaggio pronto da mangiare!

    Rispondi
      1. Cinzia Ferro

        Beh, sai, io sono sempre quella che non è riuscita a cuocere le meringhe! Non avrei troppa fiducia… 😦

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