Vegan Panettone – I° esperimento

Ecco cosa c’è dietro le quinte di una delle mie poche giornate da casalinga!

…Siccome ho bisogno di riposarmi ed oggi non lavoro, ho deciso di provare a fare una sorta di panettone con le gocce di cioccolato e, naturalmente, con la mia Bubamara in fase morente, dimenticata nell’angolino del frigo! Perfetta combinazione direi!

– Step nr. one:
rigenerare la mia piccina e trovare una ricetta che mi soddisfi!
Buba dai che sono con te, ora che ti ho rigenerata, alzati e cammina!!! Fa vedere a tutti di che pasta sei fatta!!!! Con 400 anni di onorato lavoro, non vorrai mica deludere proprio la sottoscritta???
Passano ore e mi perdo nei meandri delle ricette (intanto Buba cresce e cresce e cresce)…c’è chi mette questo, chi quello, chi quell’altro…stì c….i!
Con gli occhi sbarrati fisso lo schermo dell’Ipad divincolandomi tra sperimentazioni ed elaborazioni dei classici ingredienti che si trasformano fino a diventare gli ippopotami di Fantasia! Tra intuizioni immediatamente demolite da repentine prese di coscienza, persa in un mondo ideale tra fiumi di malto, prati di zucchero di cocco, alberi di melassa, fiori di farina….
Si devo dormire di più!!!! Lo so!

– Step nr. two:
ricetta trovata, o meglio, combinazione di ricette trovate fino alla simbiosi e rinascita di un nuovo progetto…risorgi Buba, risorgi…è quasi giunta la tua ora!

– Step nr. three:
buttare giù uno schizzo di progetto da portare a termine…ingredienti, procedimento, attrezzi e tempistiche!
Ce la posso fare!
La luce dopo il tunnel? No…qua devo ancora fare capolino….però il tunnel lo vedo eh!!!
Vabè…andiamo avanti…
Ingredienti: decisi!
Procedimento: procedimento, procedimento, procedimento….puf, tonf…un sasso lanciato nel mare…puf, tonf!
Ma che cavolo di lingua parlando stè guru della PM???? Eh??? Cioè, no, ma, si….non capisco una cippa!!!!! Sarà un nuovo codice per scoraggiare chi ha intenzione di fare il grande passo!
Buba, non ascoltare le mie bestemmie e cresci…creeeeeesciiiiii….creeeeeeeeeeesciiiiiiiiiii!!!!!
Per fortuna che vivo nell’era della tecnologia, altrimenti mi sarei dovuta pure comprare un dizionario di italiano!
Sig. Treccani intervieni in mio soccorso…con o senza navicella spaziale!
Primo termine….
Incordare…finalmente, dopo aver bocciato la fornitura di corde, l’irrigidimento dei muscoli e cose simili, scopro che indica il verbo legare! Aaaaaah, si complichiamoci la vita, toh!
Secondo termine….
Pirlare: qualche settimana fa, ho scoperto che il Pirlo è lo “scopiazzamento” dello Spritz (poi dicono che le cose tarocche le fanno solo i napoletani….certo, i bresciani mica scherzano eh!!!)…potrebbe voler dire fare tanti spritz scopiazzati? Ehms, ne dubito!
Chiamo, così, di nuovo in soccorso il Sig. Treccani, ma questa volta mi abbandona! Nemmeno lui arriva a cotanta scienza!
Interviene, a mò di Batman, un blog XY che mi aiuta dicendomi:
arrotondare l’impasto facendolo girare tra le mani o sul piano di lavoro conferendogli forma sferica regolare.
Non ho parole….pirliamo tutti insieme????? Anche il correttore automatico non ne vuol proprio sapere!!!!
Terzo ed ultimo termine:
Scarpare: ridurre a scarpa….no, direi di no! Anche qui intervengono in mio aiuto i vari blog….praticamente una sorta di croce sull’impasto! Tutto sapevamo che il termine adatto è scarpare, giusto???

– Step nr. four:
procedere col primo impasto, lasciarlo lievitare una vita e poi, intanto che ci si sposa, si fa nascere un pargolo e lo si manda all’università, si può fare anche il secondo impasto!
Mi sembra di essere in chiesa il giorno della mia cresima (una delle ultime volte che ci ho messo piede!)…quando a quello che diceva il vescovo, rispondevo “rinuncio”! Questa parola mi è echeggia nella mente da ormai un giorno!
Ma io metto su un cd e vado avanti, ora sono in programma tv…confermo e accendo, si prosegue col prossimo step!
Sono a metà tunnel, non avrebbe senso tornare indietro! A mani vuote ed a bocca asciutta poi!

– Step nr. five:
ultima lievitazione prima della luce….continuo a correre nel tunnel ed a fare il tifo per la mia Buba!

Apro e chiudo parentesi, tra uno step ed un altro sono andata dal dentista, all’usl per capire la miriade di analisi da farmi, ho mangiato, lavato i piatti, portato su l’albero di Natale e tutta la compagnia cantante…

Vi saluto prima di arrivare alla luce del tunnel, se non mi sentite più, Buba mi avrà mangiata!!!

Passo e chiudo fino all’ultimo step!

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Ingredienti (Per 1 stampo piccolo + 12 mini brioches)

1° impasto

– 250 gr di farina manitoba (forza 400 W)

– 30 gr di zucchero di canna Mascobado

– 50 gr di malto di riso aromatizzato all’arancia e vaniglia

– 60 gr di olio evo

– 120 gr di acqua

– 50 gr di panna di soia

– 80 gr di Pasta Madre (la mia si chiama Bubamara!!!)

 

2° Impasto

– 1° impasto

– 100 gr di farina manitoba (Forza 400 W)

– 50 gr di Malto di riso aromatizzato all’arancia e vaniglia

– 2 cucchiai di zucchero di canna Mascobado

– 50 gr di olio evo

– 50 gr di panna di soia

– gocce di cioccolato fondente in abbondanza

 

Procedimento:

l’ideale sarebbe rigenerare ogni giorno la pasta madre per circa una settimana… io, naturalmente non ho avuto tempo, ma il risultato è stato comunque soddisfacente!

Mescolate bene la panna con l’olio. Sciogliete il lievito madre con lo zucchero, il malto e l’acqua. Aggiungete la farina ed infine, poco alla volta, la miscela di olio/panna fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Per impastare vi consiglio di usare la planetaria! Formate una palla (o come dicono le guru: pirlatelo!) fate una croce sull’impasto e mettetolo a lievitare in forno spento in una ciotola coperta da pellicola per una notte. Il giorno dopo sarà più che triplicata! Procedete col II° impasto: riprendete il primo impasto e lavoratelo nella planetaria aggiungendo prima la farina, il malto, pian pianino la miscela di panna ed olio ed, infine, le gocce di cioccolato (quando l’impasto sarà ben incordato!). Lasciate riposare l’impasto per circa un’oretta. Dividete l’impasto in due parti uguali: con una parte potete fare delle mini brioches e con l’altra formate una palla ed adagiatela all’interno dell’apposito stampo precedentemente oliato ed infarinato. Fate la solita croce e lasciate lievitare l’impasto in forno spento per circa cinque ore, quando il panettone avrà superato il bordo dello stampo di circa tre centimetri. A questo punto toglietelo dal forno e lasciatelo un po’ all’aria. Preriscaldate il forno a 150° e cuocetelo nella parte bassa, fino a doratura della calotta. Spennelate la superficie con altro malto aromatizzato e lasciatelo raffreddare.

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Un pensiero su “Vegan Panettone – I° esperimento

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